domenica 10 dicembre 2017

Il lato positivo, ovvero il libretto dei risvolti positivi

Di solito vi parlo di libri. Stasera no.
O meglio, non proprio.

Il film Il lato positivo, è tratto dal romanzo di Matthew Quick L'orlo argenteo delle nuvole.
Non sono un'esperta di cinema, la trama si discosta da quella del libro, pertanto lo lo definirei liberamente tratto da.
Ma non è quello di cui vorrei parlare.
C'è un uomo, Pat, che dopo aver trascorso 8 mesi in un ospedale psichiatrico esce con un nuovo punto di vista, positivo, sulla vita. I suoi fantasmi, i suoi mostri, sono ancora in agguato, pronti a colpirlo, ma lui ce la fa. Si riprende in mano la vita, sbaglia, cede al rimuginio, ma alla fine ce la fa.
Perché trova supporto, trova un'amica, il sostegno della famiglia, l'amore.
Ma soprattutto trova se stesso, la strategia che gli permette di voltare pagina.

Un bel film, una pacca sulla spalla, un abbraccio, da godersi sul divano, tazza in mano, mentre fuori fiocca, lenta, un po' di neve.
Perché la vita è così...se fuori c'è il gelo, il caldo lo devi trovare dentro di te.

mercoledì 8 novembre 2017

Regali sostenibili

Sarà l'aria frizzantina, gli alberi sempre più spogli, il caldo abbraccio di un cappotto, ma ho realizzato che l'inverno è alle porte.
Certo, non nego che dopo l'ultima serie di Games of Thrones non so se sia una cosa di cui rallegrarsi!
ma tant'è, novembre è arrivato e per me è il momento di pensare ai regali di Natale.
Fare regali mi è sempre piaciuto, perché mi permette di fermarmi, di prendermi del tempo per trovare qualcosa che dica a chi lo riceve che per me è speciale.
Da quando poi sono lontana dalla famiglia e dalla maggior parte degli affetti di una vita, questa ricerca è per me ancora più importante. E piacevole, perché mi porta sempre in un posto del cuore: i mercati!
Non quelli con lucine e casette di legno.
Io dico i mercati veri, quelli con i banchi in cui devi rovistare e quelli con gli artigiani, in cui passeggiare per riempirsi gli occhi di bellezza, senza svuotarsi le tasche.
Mi piace pensare che un oggetto usato, abbia avuto una vita, abbia una storia da raccontare, a volte è allegra, una aneddoto, come quelli sentiti tante volte alle cene di famiglia, che ti sembra di esserci stato anche tu; altre volte triste, un ricordo, a cui puoi dare una nuova occasione.
Mi piace curiosare tra le creazioni degli artigiani, pensare che dietro un oggetto, magari piccolo, ci sono ore di ricerca e di impegno. Donarlo è rendere un tributo alla creatività, all'impegno di qualcuno.

Corriamo tutti i giorni, rincorriamo noi stessi per le vie che la vita disegna.
Ma possiamo rallentare, fermarci a guardare, a cercare, a scoprire e a creare.
E scartando il pacchetto, rigorosamente di carta riciclata, il destinatario si sentirà speciale.
Riceverà un abbraccio, un ti voglio bene, quando magari non riusciamo a dirlo.




lunedì 9 ottobre 2017

Aiuto...ricevuto

Tempo fa riflettevo sulle categorie che ho scelto per la mia reading challenge. Ero bloccata, non riuscivo a trovare nuove stimolanti letture che mi permettessero di completare la mia sfida.
Poi ho avuto un'idea: avrei chiesto consiglio ai membri di un gruppo di lettori che seguo su Facebook.
Nell'epoca dei social, in cui tutto si condivide, perché non condividere anche questo mio dilemma.
Ho ricevuto ottimi suggerimenti.
Quest è un post di ringraziamento collettivo. Non appena leggerò i libri proposti, ringrazierò ciascun* personalmente.

Ecco la lista:
- un libro che ho letto a scuola
Il ritratto di Dorian Gray, Wilde
- un libro che avrei dovuto leggere a scuola
Il giorno della civetta, Sciascia
- un libro legato alla mia infanzia
Il giardino segreto, Burnett
- un libro pubblicato cent'anni fa
Madame Bovary, Flaubert
La linea d'ombra di J. Conrad
- un libro pubblicato lo scorso anno
L'arte di essere fragili, D'Avenia
- un libro che non sia un romanzo
 Breve storia di quasi tutto di Bill Brison.
- un libro scritto da un autore che non sia uno scrittore
Life di Keith Richards
- un libro con un nome nel titolo
la coscienza di Zeno di Italo Svevo.
 Eva Luna di Allende 
Il tempo di Blanca , Serrano
 Angelica e le comete di Stassi 
il quaderno di Maya, Allende 
- un libro con un numero nel titolo
Fahrenheit 451, Bradbury
- un libro con un luogo nel titolo
Parigi è sempre una buona idea di N. Barreau, 
Antigua vita mia di Marcela Serranno
La casa delle foglie rosse, Simons
Roma senza papà di Morselli 
- un libro con un colore nel titolo
Il blu è un colore caldo, Maroh
- un libro basato su una storia vera
Lucky, Sebold
Avevano spento anche la luna" di ruta sepetys
- un libro che si possa leggere in un solo giorno
Frammenti della notte di Neuman
Il piccolo principe, Exupery
- un libro censurato in passato
1984, Orwell
- un libro il cui titolo sia una sola parola
Tideland di Micth Cullin
Emmaus, Baricco
- un libro di memorie o un diario
Memorie di una Geisha, Golden
- un libro scritto da qualcuno più giovane di me
Succede, Viscardi
- un libro premiato
Il museo dell'innocenza, Pamuk
- un libro con protagonista un personaggio con il mio nome (Elisabetta)
 Orgoglio e pregiudizio
- un libro ambientato nel futuro
Il mondo nuovo, Huxley
- un libro che mi spaventi
It di King
- un libro di racconti
Qualcosa capiterà, vedrai di Ikonomou. 
Paradisi minori di Megan Bergman. 
Il paradiso degli animali di Poisant
Amori difficili, Calvino 
- un libro di poesie
Milk and Honey'' di Kaur
- un libro scientifico
La teoria del tutto di Hawking
- un saggio
dalla parte delle bambine, Belotti 

Questa è la lista con i suggerimenti che ho ricevuto. 
Che la ricerca bibliografica abbia inizio!
Grazie a tutt*

Thank you Pink Fashionistas! This week's theme is pink pumps! Enjoy!!!

lunedì 11 settembre 2017

Utilizzi semi seri di un quaderno


Planning...dreaming
Ho sempre avuto un rapporto ambivalente con il mese di settembre, un amore e odio, la relazione complicata ai tempi di facebook, non me ne voglia la buonanima di Gabo. 

Tutto comincia e tutto finisce. A settembre.
Le prime piogge, la piacevole sensazione che solo una copertina sul letto può regalare, il profumo delle foglie che iniziano a cadere. Ha un qualcosa di magico. Molto hygge.







Certo, qualcuno potrebbe rabbrividire ricordando i settembre passati quando aspettava il primo giorno di scuola, quando la comparsa della cancelleria nella corsia centrale di ogni supermercato voleva dire: hai finito di giocare!
Brr

Eppure, ancora oggi, il profumo della cartoleria rimane per me una Madeleine de Proust.
Tutte quelle scatole di colori, le penne, i quaderni...
Sì, i quaderni. Come fare a resistere?

Se come me appartenete a quella categoria di persone che vedono in un insieme di più fogli rilegati tra loro e fasciati da una copertina un tessssoro, qualcosa di irrinunciabile, salvo poi scoprire di possedere un numero imprecisato di quadernini quadernetti et similia e non avere idea di che farne, ho quello che fa per poi: una lista semi seria di usi per i vostri beneamati.

  • Diario 
Facile no? Tenere un diario è terapeutico. Niente di meglio per svuotare la testa che lasciar scorrere la penna su un foglio. 
Ma si fa presto a dire diario. Il vostro potrebbe essere per esempio un
    • morning pages diary seguendo il metodo proposto da Julia Cameron in La via dell'artista. Come ascoltare e far crescere l'artista che è in noi;
    • dream diary nel quale raccontarvi i sogni prima di dimenticarveli

Per i più creativi, poi si può personalizzare e decorare fino a farlo divenatare un nuovo oggetto, una creatura magica metà diario metà album da disegno. 
Trasformandolo in un

  • Bullet journal 
 Un vero e proprio must: non solo flusso di pensiero, liste della spesa, ricette, elenco dei ristoranti, cose da fare, monitoraggio dell'acqua bevuta in una giornata Vi potrete tener traccia di tutto... tutto deliziosamente decorato! 
Ma, se deciderete di avere quaderni deputati a precise funzioni, beh ecco che non potrete farvi mancare

    • Food journal
    • Gardening journal
    • Exercise, Workout, and Fitness Journal
    • ...


Insomma, non importa cosa ci scriverete, l'importante è che vi prendiate un po' di tempo da dedicare a voi stessi.

Il vostro quadernino si sentirà nobilitato e vi sarà insostituibile compagno di vita.
Settembre è il mese ideale per iniziare!
 

Ps. le foto sono tutte tratte da un'altra mia passione Pinterest!


sabato 26 agosto 2017

Un libro di una scrittrice

Mi piace fare le cose per benino, così, quando ho deciso di iniziare la mia Reading Challenge ho cercato delle idee sul web, mi sono documentata, ho letto molti blog e...ho fatto di testa mia!
Così, essendo la prima volta, scegliere in quale categoria far rientrare le mie letture​, si è rivelata presto la vera sfida.

Il pensiero di questa sfida mi ha accompagnato durante l'estate, quando mi sono accorta che i libri scelti come compagni di viaggio, beh, non rientravano in nessuna categoria!
Poi, invece, mi sono accorta che sbagliavo.

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop, romanzo di Fannie Flagg, rientra eccome in una delle categorie!
(In più d'una volendo...)
È un libro scritto da una scrittrice.
Banale, direte. Affatto!
Solo una donna avrebbe potuto scrivere una storia così: leggera e profonda, come solo le amicizie tra donne sanno essere.

La trama è semplice, in una cittadina americana del sud, c'è un caffè gestito da due donne che diventa il fulcro intorno al quale tutta la vita della città ruota e con lei la storia intera degli Stati Uniti contemporanei.

La scrittrice utilizza un espediente molto efficace, il passato è raccontato da un amabile vecchietta a una donna che ha disperatamente bisogno di amarsi.
E chi meglio di Idgie e Ruth possono insegnarle cosa voglia dire amare?

Consigliato a chi ha bisogno di andare oltre le apparenze, di sfidare le convenzioni sociali, a chi ha il dubbio che l'amore, in tutte le sue declinazioni, non sia la forza che salverà il mondo.

Se durante la lettura vi parrà di sentire il profumo delle torte, dei barbecue e vi scoprirete con l' acquolina in bocca, tranquilli, Fannie vi farà un ultimo inaspettato regalo: la ricetta dei pomodori verdi fritti.

Dopo l'amore, esiste forse qualcosa di meglio del confort food?

lunedì 17 luglio 2017

Parigi è sempre una buona idea #un libro con un luogo nel titolo

Sono abbastanza sicura che non siamo noi a scegliere i libri, ma loro a scegliere noi. C'è qualcosa di magico in questo. Una fuga dal razionale che mi affascina.
Forse in realtà questa magia è spiegabile con complessi processi neurologici ben noti alle case editrici, a chi dispone i libri sugli scaffali, a tutti, me compresa; per fortuna, gli stessi processi neurologici, ci consentono di scegliere a cosa credere, e io credo alla magia dei libri.

Avendo l'opportunità di scappare qualche giorno dalla routine, avevo deciso di prepararmi al mio viaggio leggendo dei libri ambientati nelle città che avrei visitato: Parigi ed Amsterdam.
Se fuga dev'essere, sia!
Così dopo accurate ricerche, interminabili liste e spietate selezioni... ho deciso che sarei andata in libreria a farmi scegliere!
È stata durissima, mi sono aggirata per mezz'ora tra guide e libri di viaggi senza sentire sussurro alcuno provenire dalle copertine, senza un occhiolino, un gesto qualsiasi che mi facesse capire. Niente.
Poi, e qui il potere del marketing batte quello della magia, tra le offerte un luccichio.
Ho provato a resistere, sopratutto a causa di quell'orribile adesivo che a caratteri cubitali urlava "comprami, costo poco!"; ma siccome credo alla magia e mica alle apparenze, l'ho salvato!
Parigi è sempre una buona idea, mi sussurrava suadente ammiccando dal cestino della bici.

In effetti, che Parigi sia sempre una buona idea, l'ho sempre pensato anch'io, mon cher Nicolas, ammesso tu esista (c'è chi sostiene sia uno scrittore immaginario)

Il romanzo è leggero, a tratti impalpabile come la seta degli abiti della protagonista. 
Una storia d'amore, bella e banale come lo sono quasi tutte le storie d'amore di cui non siamo protagonisti.

Come in ogni storia, per chi ha occhi e orecchie, ma sopratutto cuore, c'è un dono: la ritualità di Rosalie.
Riti che la adorabile, perdonandole la stucchevolezza.
Del resto, se avete mai assaggiato un vero croissant di una vera boulangerie, sapete che è possibile!
 
Regalarsi un momento per sé stessi, ogni giorno, è sempre una buona idea.

lunedì 3 luglio 2017

Per la sola ragione del viaggio, viaggiare

Mi piace viaggiare in treno. Mi piace osservare i miei compagni di viaggio, specie quelli che spuntano appena dietro le pagine d'un libro. Mi piace se incontro qualcuno che legge qualcosa che vorrei leggere, meglio se qualcosa che ho già letto. Come adesso. Un ragazzo davanti a me legge "Passavamo sulla terra leggeri" di Sergio Atzeni. Gli ho sorriso.
Mi ha fatto sentire a casa.
Grazie

lunedì 19 giugno 2017

#un libro con un numero nel titolo

Per dieci minuti, di Chiara Gamberale

Nello scaffale delle promozioni ho trovato il questo libro. L'ho preso. Tra tanti, lui. Non so perché.
Ma lo sapeva lui, perché.
Dentro ci sono io, la IO di adesso.
Stessa età, stessa situazione sentimentale. Stessa incertezza a ogni passo.
Tra tanti titoli mi ha scelto, perché è il momento di fare, anch'io il gioco: "dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima."
È il momento di far parte di questo incredibile gioco che è la vita.
Per la prima volta.
Perché la prima parola letta, quella scritta, il primo bacio, quella prima volta, è tutto troppo lontano.
Invece, alla luce fioca di una lampada, tra le pagine che volano leggere, ho trovato una nuova prima volta.
Tutta mia.
L'ho capito subito, perché mentre leggevo sentivo la voglia di andare, di vedere come andrà a finire, la strada, voltata questa pagina.
È un gioco semplice e qui sta la sua difficoltà, come imparare ad andare in bicicletta, a nuotare, a vivere.
Un minuto per volta.

sabato 10 giugno 2017

La paura più grande

Non leggo oroscopi. Mai. Quasi mai. In realtà leggo sempre quello di Rob Brezsny su Internazionale.
Lo leggo perché ha la capacità di trovare la citazione letteraria giusta, di scrivere un racconto che duri il tempo del caffè mattutino che sappia ispirarmi.
In fondo, chi legge gli oroscopi non lo fa forse perché spera di trovare conferma negli astri delle proprie vicissitudini, gioie o sfighe che siano?

Qualche settimana fa Rob ha detto Compiti per tutti: immagina come sarebbe la tua vita se sconfiggessi almeno in parte la tua paura più grande. Descrivi questo nuovo mondo.
Eheh caro mio, una parola!
Poi, solo per me, Tempo scaduto. Pausa. Concediti di essere lento e disteso. Poi, quando sarai dolcemente vuoto, mettiti in cerca di esperienze che affascinano il tuo cuore selvaggio e tenero invece che la tua mente selvaggia e nervosa. Dimentica le teorie in cui credi e le idee che consideri basilari per la tua filosofia di vita. Impegnati a cercare un nuovo approccio con i tuoi sentimenti. Come? Per esempio, prendendone maggiore coscienza. Esprimi gratitudine per quello che t’insegnano. Cerca di avere più fiducia nel loro potere di rivelarti quello che la tua mente a volte ti nasconde.
( Se vi incuriosisce, leggete tutto qui)
 Rob, ti sei messo a leggere il mio diario?!
E ho fatto come il consiglio di un buon amico con cui hai preso il caffè al solito bar, non l'ho seguito!
Poi però ci ho ripensato.

Questo spiega il motivo della mia assenza dal mondoblog di questi ultimi tempi: stavo cercando esperienze per il mio cuore selvaggio che mi facessero vincere la mia paura più grande.

Questo il risultato!


Che ho cucito e mi sono avventurata nel mondo dei mercatini lo capite da voi, quale sia la mia paura più grande e come sia andata...non ve lo dico!

 



Una bella serata!

 


venerdì 26 maggio 2017

#un libro che non sia un romanzo

L'acqua non è una cosa che puoi trattenere. Come gli uomini. Ho provato. Padre, fratello, amante, amici veri, fantasmi affamati e Dio, uno per uno, tutti mi sono scivolati via dalle mani. Forse è così che deve essere quello che gli antropologi chiamano il “rischio medio” dell'incontro con altre culture. Fu un antropologo a spiegarmi cosa fosse il rischio. Sottolineava l'importanza di usare, parlando di queste cose, il termine incontro piuttosto che ad esempio scoperta. Pensala come differenza – disse – tra il credere ciò che vuoi credere e il credere ciò che può essere provato. Ci pensai. Non voglio credere a nulla, dissi. (Ma mentivo). E non ho nulla di dimostrare. (Mentivo ancora). Mi piace soltanto viaggiare nel mondo e fermarmi, osservando cosa c'è sotto il cielo. (Questo è vero).

Anne Carson è considerata una delle penne più importante della cultura canadese, penna non scrittrice, perché riduttivo e inadatto a classificare questa autrice. Come inclassificabile è questa opera. Antropologia dell'acqua mi è capitato tra la mani in biblioteca: preso! Ma mai nessuna lettura fu tanto sfuggente.
Le parole fluiscono nelle pagine, ristorano i pensieri, li dissetano; creano rivoli che uniscono la narrazione alle esperienze personali, le sue le mie, fluide si mescolano.

Mi ha sempre affascinato la capacità del linguaggio di adattarsi e prendere la forma del suo contenitore, del contesto in cui viene usato.
Cambiamo registro, lessico, addirittura la prosodia come l'acqua che cambia stato, muta la sua forma. Diventa altro da sé, pur restando se stessa.

I pensieri, le parole sono fatte d'acqua, origine della vita.

#un libro che non sia un romanzo...e questo, decisamente non lo è.

sabato 13 maggio 2017

# un libro diventato un film

Ve lo dico subito, adoro Michela Murgia!
Lo dichiaro subito perché so quanto il suo nome ultimamente sia sulla bocca dei lettori e non per tesserne le lodi. E Vabbè.

Sono arrivata a questo suo romanzo, il primo, a ritroso, dopo aver letto tutto il resto.
Nonostante la penna acerba, non mi ha delusa. Anzi.
Si tratta di una lettura leggera, i post di un blog scritto mentre lavorava in un callcenter, anni fa.
Ironico e intelligente, decisamente migliore del film che ne è stato tratto.
Avendo lavorato io stessa in un call center che fissa appuntamenti per venditori di chissàqualediavoleria, l'ho trovato molto vero.
Vera è l'essenza che racchiude: la precarietà spacciata per opportunità.
Un veleno che da anni ci inoculano, al quale spero, non ci abitueremo mai.
Stipendi in dose terapeutica, quanto basta a non dover chiedere, a trent'anni, la paghetta a mamma e papà.
Di certo insufficiente a guarire la fame di autonomia.

Avrei potuto scegliere la categoria # un libro che avrei dovuto leggere a scuola, e non solo io. Tutta la mia generazione, avrebbe dovuto, perché se l'avessimo saputo, avremmo potuto scegliere diversamente.
Se davvero il mondo, quello dei padri, l'avesse saputo, forse non l' avrebbe permesso.

lunedì 8 maggio 2017

Le cose belle, succedono, più spesso di quanto non si creda

Questa mattina, mentro attendevo il mio turno in un'anonima sala d'aspetto come solo quelle degli ospedali sanno essere, leggevo un libro.
Un anziano di fianco a me sbircia le pagine e mi chiede cosa stessi leggendo di bello, Harry Potter, rispondo e, mentre cerco rapidamente le parole per descrivere la mia lettura, "Fantascienza...quelle robe lì...", ho un sussulto "non si tratta di fantascienza ma di un mago, è come una fiaba..." "Signorina, lei ha bisogno di fantasia?" chiede dolcemente, e forse notando la mia espressione stupita prosegue " E chi non ne ha bisogno, di questi tempi!" ricambio il sorriso "Ma la cerchi nei suoi pensieri, si faccia le sue, di fantasie".
La porta dell'ambulatorio si apre, è il mio turno, mi volto solo ad augurargli una buona giornata. Lui, la mia, l'ha già migliorata.

****

Le parole dell'uomo, il suo sorriso mi riportano a ieri, quando, grazie alle parole, che hanno rischiarato il grigiore e scaldato una domenica uggiosa, mi sono sentita a casa, come attorno a un focolare. 
Le parole, dicevo, hanno prodotto un tale incanto che al ritorno a casa ho sentito l'urgenza di scrivere a chi lo ha reso possibile. 

Parliamo, tanto, ogni giorno ma ben poco peso diamo alle parole che utilizziamo, anche quando di queste è fatto il nostro lavoro; così facendo le buttiamo via, le spogliamo del loro valore che, prima del significato è nel suono. 
Ci dimentichiamo che questo dono, il parlare, è nato in noi con l'ascolto, con la capacità di modulare il suono e articolarlo in parole. 
Siamo quello che ascoltiamo, fin dal primo momento in cui sviluppiamo questa abilità. 
Sono le voci dei nostri cari, i rumori e i suoni che riconosciamo a creare una melodia familiare, a farci sentire a casa. 
Con le parole costruiamo la nostra storia, come una lunga collana in cui ogni perla è una storia che abbiamo ascoltato e vissuto; sono le vite di chi ci ha preceduto, di chi ha percorso il cammino prima di noi. 
Siamo il proverbio della nonna, l'infanzia del nonno, la canzone del papà, la ninnananna della mamma. Siamo i loro pensieri, i loro racconti. E, in questo tetro bosco che sono i tempi che viviamo, siamo Hansel che getta i sassolini per ritrovare la via. 



giovedì 27 aprile 2017

Il bottino di oggi

In un pomeriggio di pioggia, mi chiedo se esista un luogo migliore in cui rifugiarsi della biblioteca.
Fatto!
Ecco il bottino di oggi:
Amado Gabriella garofano e cannella
Carson Antropologia dell'acqua
Pennac Storia di un corpo

A breve inseriti nella mia reading Challenge
Foto Pinterest

martedì 18 aprile 2017

Quello che le donne (non) dicono

Stamattina ho deciso di dedicare l'ultimo giorno di vacanza alle pulizie.
Ascoltando musica, ovvimente; così apro Spotify e...mi propone una playlist sanremese. Oddio no, penso. Sono prevenuta, del resto, lo so bene che mi imbatterò in strazianti storie d'amore e, sfortunatamente in poco altro, ma opto per dargli una possibilità, in fondo, tra una lavatrice e l'altra... Play!

Con lo straccio in mano mi ritrovo ad ascoltare la bellissima voce di Mia Martini che si lamenta del fatto che gli uomini non cambino, che siano inevitabilmente violenti, che ci usino e ci umilino ma cambino, magicamente, quando sono innamorati... intanto è pronto il caffè, quindi mi siedo e  ascolto davvero, forse per la prima volta, questa canzone.
Un tuffo al cuore. Sì, perché mi metto a pensare al potere delle parole, delle idee veicolate dalle canzonette. Le sentiamo in radio, le cantiamo mille volte ed inevitabilmente ci formano. Plasmano la nostra cultura e non poco.
Quante donne ascoltano musica leggera mentre sono impegnate nelle faccende, mentre lavano i piatti, stirano, cucinano, stanno a casa; mentre vivono la quotidianità dell'essere donna, magari moglie e madre? E ciò che ascoltano, può, in qualche modo influenzarle, farle aderire ancora una volta al cliché?
Mi rispondo che sì, può succedere.

La playlist va avanti, random mi porta a spasso tra decenni musicali, ormai ho deciso, voglio capire se sia un caso o se, come temo, le cantanti veicolino messaggi pericolosi tra un vocalizzo e un orecchiabile ritornello. Non mi sbaglio!
Non sono solo le canzoni datate a disegnare donne lasciate, tradite, umiliate ma che, in nome dell'amore, rimangano legate a questo genere di uomini.
Una modernissima Nina Zilli ci tiene a dirci che sebbene le parole di lui le abbiano fatto male, se lui tornasse sarebbe per sempre, "perché l'orgoglio in amore è un limite che sazia solo per un istante e poi torna la fame" e no, mia cara, se ti ha ferito una volta, se ti ha lasciata e sei stata male, pensaci bene prima di riprenderlo solo perché lui non riesce a dormire, potrebbe rifarlo!
Le due sorelle Paola e Chiara, sebbene gli costi una fortuna, sono disposte a tornare amici come prima, nonostante per lui sia stato solo un gioco, si sia divertito...
Anche per Nada basterebbe una carezza per riscaldare il cuore deluso dalla fine di un amore.
Senza darci grandi spiegazioni Irene Grandi è disposta ad essere la sua ragazza sempre, contenta lei!
Per fortuna Gigliola Cinquetti non ha l'età per uscire sola con lui, e si rifugia in un amore romantico in attesa che venga quel giorno. Sempre che non le capiti di dover aspettare, invano, come Laura Pausini aspetta Luca.

E poi arriva lei, Fiorella Mannoia, con quello che è considerato un inno da molte. Ebbene, restando al testo della canzone, anche per lei basterebbero delle rose, nuove cose, a farci dire ancora un altro "si", anche nelle sere tempestose.
Del resto si sa, la donna è mobile!

Vabbè, penso, è Sanremo...
Invece no. Perché sull'onda di queste considerazioni ho ascoltato in questa chiave altre celeberrime canzoni di donne innamorate e la sostanza non cambia.
Canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana, che mi piacciono ( mi erano sembrate belle fino ad ora) eh, figuriamoci le altre...
Anche l'alternativa Meg (in una cover) ammette che perdonare sia stato come scalare la montagna più alta del mondo, ma che, dato che c'è, voglia dimenticare i ricordi più tristi giù in fondo.
Non sappiamo cosa lui le abbia fatto, forse niente di grave se è disposta al perdono, ma il rischio di restare incatenate in amori dolorosi esiste.
Esiste il rischio concreto di ballare a lungo un minuetto in cui troppe volte si vorrebbe dire: no! "E poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho!" e aspettiamo "nelle sere per elemosinare amore... "

Quante volte ci accontentiamo perché abbiamo idealizzato questo sentimento. Per quanto tempo continueremo a farci scegliere e, finalmente, sceglieremo?

Dovremmo liberarci del vittimismo, del dualismo che vede l'uomo cacciatore e la donna preda, dello stereotipo, ormai interiorizzato, che ci vuole "dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate".

Gli uomini non cambiano? E allora, signore, dobbiamo cambiare noi!


















giovedì 13 aprile 2017

Si, viaggiare...

Seduta a un tavolino di un bar guardo il via vai dei passeggeri in stazione. Mi è sempre piaciuto viaggiare in treno per quel suo modo di cullarti dolcemente anche se corre ad alta velocità, per quelle fotografie che ti regala dai finestrini, per lo spettacolo umano dei suoi occupanti.
Al termine, conservo i ricordi e i pensieri, si sistemano equidistanti e, come binari, mi fanno trovare la via, la tracciano e non mi fanno deragliare.

mercoledì 5 aprile 2017

La poesia ai tempi di Instagram



Sicuramente conoscete Instagram, il socialnetwork di condivisione di foto.
Bene.
#selfie, #gattini, #cagnolini  #animalini#, #foodporn #...e  #poesia! Sì, avete letto bene!
Nonostante possa sembrareil più vanesio dei social, tra le gallerie è possibile imbattersi in post ispirazionali di tutto rispetto. Veri e propri poeti che hanno trovato nello spazio di una foto la dimensione giusta per i loro versi.

Se non ci credete potete verificare voi stessi o leggere questo, questo, e quest'altro.

Io ho iniziato a seguirne qualcuno, sono tutti anglofoni.

Se vi va, tra una bocca a culo di gallina e un'altra, di ristorare occhi e anima vi suggerisco di seguirli.


martedì 28 marzo 2017

# un libro pubblicato lo scorso anno

Da quando ho iniziato la mia reading challenge mi sono resa conto di quanto sia difficile far rientrare un libro in una delle categorie nella quali ho deciso di mettermi alla prova. Forse è la vera sfida!

Per La natura esposta, di Erri De Luca, edito da Feltrinelli, ho scelto #un libro pubblicato lo scorso anno; sono giunta a questa soluzione solo dopo averlo finito di leggere.
La ragione è semplice, tratta, fra i tanti, un tema che mi sembra abbia caratterizzato l'anno appena trascorso:  la migrazione.

De Luca non ci offre molti riferimenti temporali nè geografici, ma nelle sue parole riconosciamo un' Italia terra di transito; una strada percorsa nei secoli e che di questi mantiene la memoria.


La storia può essere divisa in due parti: nella prima si narra del recente passato del protagonista impegnato a far attraversare il confine a dei migranti dietro pagamento che lui, puntualmente restituisce, scoperto viene esiliato dal villaggio e costretto a svernare in città; in città inizia la seconda parte, l'uomo viene incaricato di riportare alla forma originale una statua di marmo, un crocifisso, alla quale era stato applicato un panneggio per nascondere "la natura", il sesso.
 Per scoprire la statua  egli deve scoprire se stesso, vivere su di se la pena della crocifissione. Il figlio di dio si è fatto uomo per salvarci, ora, le parti si invertono.

La salvezza del genere umano passa per la scalata lungo strade impervie, per il sudore e la fatica, le sole cose che fanno guardare il prossimo negli occhi, le sole capaci di sciogliere l'ipocrisia di un panneggio per mostrare la vera natura dell'uomo.

In tempi così duri e emergenziali consiglio questa lettura per perdersi tra le cime dei monti o tra le onde del mare e ritrovarsi nudi, veri.




martedì 14 marzo 2017

# un libro di un genere che non leggerei

Ci sono libri che consideriamo imprescindibili e altri del tutto trascurabili.
Spesso tale classificazione si basa sul genere. Chi, come me ha studiato letteratura, poi, è irrimediabilmente condizionato da preconcetti basati sul canone: ci sono libri e Libri, insomma.
Il genere è un'etichetta, una parola che usiamo per semplificare e, come tutte le semplificazioni, rischia di farci perdere qualcosa.
Io, ad esempio, ho rischiato di perdere La Profezia dell'Armadillo di Zerocalcare.
Un fumetto, sì.

Per molti questo genere è considerato letteratura minore;  qualcosa da leggere sotto l'ombrellone. Declassati. Condannati senza appello a restare fuori dalla biblioteca Librichesidevonoleggerealmenounavoltanellavita!
La Profezia dell'Armadillo invece ha guadagnato un posto d'onore nella mia biblioteca perché in maniera semplice (concetto diverso da semplificazione) parla di noi trentenni, dei nostri mostri alimentati da paranoie, degli amici immaginari che condividono i nostri pensieri, dei maestri che non abbiamo; insomma, del nostro diventare grandi con la precarietà che divora la leggerezza della gioventù.
C'è tutto un mondo dentro, il nostro.

E questa "letteratura minore" resta fuori dalle aule, e forse è per questo che nemmeno i ragazzi vogliono più starci dentro.
I fumetti non trovano spazio nelle antologie, così piene di personaggi imprescindibili da dover trascurare le persone.
Sarà perché non voglio più rischiare di perdere qualcosa a causa di un'etichetta che di letteratura non parlo da una cattedra ma da un blog?

domenica 12 marzo 2017

A volte, le cose belle succedono

Alla vigilia del mio trentacinquesimo (lo scrivo per intero così che vi rendiate conto di quanto è lungo!) compleanno ho scritto una riflessione che, per gioco, ho mandato alla redazione de I trentenni, e loro hanno deciso di farmi un inaspettato regalo: pubblicare la mia riflessione nelle loro pagine!

Per una che come me scrive per diletto, senza pretesa di esser letta, è una gran bella cosa.

Se vi fa piacere trovate qui ciò che ho scritto. E se quello che ho scritto vi piace, passate a trovarmi.


Intanto, mi godo il mio hanami personale!

sabato 11 marzo 2017

# un libro che si legge in un giorno

Come molti dei libri che scelgo per la mia reading challange, anche Ali di babbo, edito da Nottetempo, risponde a più di un criterio: è ambientato nella mia terra d'origine, l'ha scritto una donna di cui non avevo mai letto niente. Ma, avendolo divorato, la scelta è caduta su #un libro che si legge in un giorno.

La brevità della storia non deve trarre in inganno; è un libro intenso e profondo le cui suggestioni non mi abbandonano.

Milena Agus ci racconta di Madame, una donna fuori dagli schemi, buona al limite della stupidità, bellissima ma inconsapevole, attraverso la voce della sua vicina quattordicenne.
Con loro una serie di personaggi forti e deboli insieme. Un padre scomparso, un nonno forte e saggio, un jazzista... tutti accomunati dall'impossibiltà di non voler bene a Madame, nonostante questa si rifiuti di vendere le terre e, di conoseguenza, di far diventare tutti ricchi.
 
La scrittrice ci porta in una Sardegna ancora lontana dalle masse, protetta, forse proprio da personaggi come Madame, che non cedono alle lusinghe dei compratori e lasciano che tutto resti com'è, sospeso in un tempo che non è presente e non è passato, in cui tutto, anche la magia è reale quanto il profumo della macchia mediterranea.

E Madame, per me, è la Sardegna stessa.

Il mio amico Roberto, una volta mi ha detto: sorseggia il tuo libro, non trangugiarlo. Concordo. Ma, stavolta, non ho potuto farne a meno. 

domenica 26 febbraio 2017

Se fuori c'è il sole e non sai cosa fare...

Sono metereopatica. Non ci posso fare niente. Se fuori c'è il sole questo splende anche in me, se non c'è... si salvi chi può!
Ma oggi siete fortunati! Il caldo sole e il cielo terso mi hanno ricaricata.
Non si può sprecare questo dono. Voglio fare mille cose...sì ma cosa?!

In sella alla mia bici son volata in biblioteca! 

Ecco il mio bottino per proseguire la reading challenge e sopravvivere ad altre eventuali giornate uggiose!

Per sapere di più su questa illustrazione cercate qui

giovedì 23 febbraio 2017

L'importanza della lentezza

La vita è proprio strana...
Ti regala qualcosa, anche quando sei convinta che stai perdendo tutto.
Nuovi gesti, lenti.
Rigirarsi tra le coperte calde ancora un po'.
Il silenzio della sera con la tv che resta spenta per farti godere un buon libro.
Il piacere della musica.
L'emozione del telefono che squilla e sai che è casa.
Il tempo. Tutto per te.

lunedì 6 febbraio 2017

Non abbiate paura. #Un libro consigliato da qualcuno

C'è chi si trova una giornata libera da impegni di lavoro e dorme; chi pulisce casa, chi fa una passeggiata...io ho deciso di leggere un libro e proseguire nella mia sfida!

La scelta della categoria è stata semplice, è un titolo recensito da Michela Murgia in  Quante storie.(qui); potevo avere consigliera migliore?

La storia inizia in un auditorium scolastico nella provincia americana, uno di quelli che cinema e tv ci hanno insegnato a conoscere, durante la rappresentazione di un musical studentesco.
Uno scrittore è in attesa di ricevere notizie dalla sua casa editrice a cui ha appena spedito il suo ultimo romanzo, ma è già pronto a immergersi in una storia nuova. L'occasione per farlo si presenta subito, quando una coppia bellissima "scoppiettante come popcorn nel microonde" entra in sala. L'amica che lo accompagna lo invita a guardare i due, alludendo al fatto che condividano un segreto e abbiano una storia interessante alle spalle.
Una storia che sa di pettegolezzo e che non può, pertanto, lasciare indifferenti.
I fatti sono raccontati come da un testimone, un estraneo, che osserva con sguardo distaccato, ma non per questo meno empatico.

In 125 pagine Gurganus ci porta indietro nel tempo per scoprirla insieme, la storia di questa coppia, lasciandoci sospesi e sconvolti perché, per dirla con parole sue “le stesse storie travolgenti delle tragedie greche si consumano in qualche traversa delle nostre cittadine dove si pagano le tasse.



Non abbiate paura, di Allan Gurganus,  un libro da leggere quando siete a corto di amiche brillanti con cui spettegolare!



sabato 4 febbraio 2017

# Un libro di crescita personale

Il mio migliore amico ha molti pregi, ma quello di cui maggiormente apprezzo gli effetti nella quotidianità è che sia un antesignano seguace del metodo sticazzi!
Perciò, quando l'ho visto, non ho potuto far a meno di leggerlo.
Questo libro esaudisce più di un criterio della mia lista: si legge in un solo giorno, non è un romanzo, è divertente...ma ho scelto di annoverarlo come #un libro di crescita personale perché credo sia la categoria che più gli si addica.
Il metodo è semplice e si può applicare a molte situazioni che ogni giorno sono possibili cause di stress.
La sveglia non ha suonato e tu sei in terribile ritardo per un'importante appuntamento?  STICAZZI! Non vale la pena scapicollarsi.
Sei a dieta ma quel profitteroles ti chiama suadente? STICAZZI! Mangialo e rimanda la dieta a lunedì.
Il cesto dei panni sporchi sta compiendo una campagna per conquistare la stanza? STICAZZI! Hai un armadio pieno di altri vestiti.
Insomma, il metodo consiste nel vivere con maggiore leggerezza quelle piccole grandi rogne che la vita ci riserva ogni giorno. Ci insegna a guardarci con sguardo benevolo e indulgente e a non crucciarci troppo per i fallimenti che per nostra natura normalmente incontreremo.
Hai scritto un post sul tuo blog ma nessuno lo legge?
Metodo docet 

Reading challenge. Ovvero da dove nasce questo blog

Si sa, con l'arrivo del nuovo anno siamo tutti lì a compilare liste mentali di buoni propositi. 
Più sport e meno cibo, meno stress e più farfalle... 
Io non sono da meno, anzi! 
Ogni volta mi ripropongo di dedicarmi di più a me stessa, di coltivare le mie passioni e poi, mi ritrovo a novembre a guardare le foglie cadere e con esse i miei migliori propositi.
Ogni anno, tra questi c'è sicuramente quello di leggere di più.
Ma come fare? Reading challenge! Sfide di lettura. 
E io ho deciso di accettarne una, con me stessa.

Ecco la lista:
- un libro che ho letto a scuola
- un libro che avrei dovuto leggere a scuola
- un libro legato alla mia infanzia
- un libro pubblicato cent'anni fa
- un libro pubblicato lo scorso anno
- un libro che non sia un romanzo
- un libro di uno scrittore
- un libro di una scrittrice
- un libro scritto da un autore che non sia uno scrittore
- un libro diventato un film
- un libro ambientato nella mia città o regione natale
- un libro ambientato nella città in cui mi trovo ora
- un libro di un genere che non leggerei
- un libro con un nome nel titolo
- un libro con un numero nel titolo
- un libro con un luogo nel titolo
- un libro con un colore nel titolo
- un libro basato su una storia vera
- un libro consigliato da qualcuno
- un libro che si possa leggere in un solo giorno
- un libro censurato in passato
- un libro il cui titolo sia una sola parola
- un libro di crescita personale
- un libro di memorie o un diario
- un libro scritto da qualcuno più giovane di me
- un libro premiato
- un libro con protagonista un personaggio con il mio nome
- un libro ambientato nel futuro
- un libro che mi spaventi
- un libro che mi diverta
- un libro di racconti
- un libro che possiedo ma non ho letto
- un libro di poesie
- un libro di cui mi attragga la copertina
- un libro scientifico
- un saggio
- un libro di un autore mai letto fin'ora
- un libro ambientato in un luogo in cui non sono mai stata


Da qui, l'idea del blog!
Per condividere riflessioni e spunti per ogni titolo.

Se vi andrà potrete seguirmi.

mercoledì 1 febbraio 2017

Mi presento

Benvenuti!
Da giorni penso a cosa scrivere per presentarmi sul blog...e ancora non ho deciso!
Quindi, cari visitatori, almeno per  ora non avrete un'esaustiva descrizione della persona che si cela dietro i post.
Non so se vi dispiacerà o non ne sarete toccati. Quello che spero è che vi tocchino, anche solo un po' i contenuti.
Una cosa ci tengo a dirvi, e la definirò con una nuova parola che ho imparato.
Questo blog vuol essere Hygge!

Pare sia una parola talmente danese da non trovare traduzione. Diciamo che significa creare un'atmosfera accogliente e piacevole nella quale  assaporare i piaceri della vita circondati dall'affetto delle persone care. E allora spazio a candele, luci soffuse, libri, passioni, amici e famigliari, cose buone da mangiare e da bere insieme. Insomma, direi voglia dire circondarsi della bellezza delle piccole cose.
Per me, una è il piacere di scrivere e condividere pensieri. Se lo è anche per voi, siete nel blog giusto!