mercoledì 30 maggio 2018

La sovrana lettrice #un libro con protagonista un personaggio con il mio nome

Vi è mai capitato di soffermarvi a pensare al primo incontro con il vostro grande amore: i libri?
    Fonte: Pinterest

    Comment s'étaient-ils rencontrés ? Par hasard, comme tout le monde. Comment s'appelaient-ils ? Que vous importe ? D'où venaient-ils ? Du lieu le plus prochain. Où allaient-ils ? Est-ce que l'on sait où l'on va ? Que disaient-ils ? Le maître ne disait rien; et Jacques disait que son capitaine disait que tout ce qui nous arrive de bien et de mal ici-bas était écrit là-haut. (Denis Diderot, Jacques le fataliste et son maitre)

    «Come si erano incontrati? Per caso, come tutti. Come si chiamavano? E che ve ne importa? Da dove venivano? Dal luogo più vicino. Dove andavano? Si sa dove si va? Che dicevano? Il padrone non diceva niente; e Jacques diceva che il suo capitano diceva che tutto ciò che quaggiù ci accade di bene e di male, sta scritto lassù». (Denis Diderot, Jacques il fatalista e il suo padrone) 

    Personalmente sì, spesso e credo di condividere il pensiero di Diderot, ci si incontra per caso; anche con i libri.
    Non importa chi siate, capita così, per tutti anche se siete la Regina di Inghilterra! O almeno è quanto racconta Alan Bennet.
    Che siate fatalisti o meno, la storia ci narra che un giorno, la Regina fa un incontro che le cambia la vita; intenta a raggiungere i cani che abbaiano in uno dei cortili del palazzo, si imbatte nella biblioteca circolante del distretto di Westminster, nei suoi frequentatori, ma sopratutto nel suo contenuto misterioso: libri!

    La svolta.
    La Regina inizia a leggere, davvero, Elisabetta legge, legge per puro piacere e, come se non bastasse, cerca di trasmettere questa passione a tutti, pure ai sudditi.

    E il piacere può essere pericoloso, la lettura lo è sempre, perché fa viaggiare e viaggiando si scoprono prospettive nuove e le novità si sa fanno paura, come la cultura.

    E allora, meglio abbandonare, lasciare, abdicare?




      


Reading challenge, ovvero la lista che non finirò mai!

Inutile dirlo, se ogni tanto passate da queste parti (visita per la quale vi ringrazio molto!) sapete che ho deviato da un po' rispetto al mio proposito di leggere i titoli seguendo le categorie della mia reading challenger...mi dispiace un po' averlo fatto, lo ammetto, però, mi giustifico: ho letto molte altre cose!

Non vi dico neppure che non si tratta di ultime novità editoriali, avrete oramai capito che i libri mi chiamano, mi si presentano davanti difficilmente da ammiccanti vetrine con il cartello novità.
Anche se...una novità, dato che l'edizione tascabile è di recente uscita, ce l'ho proprio ora sul mio divano e mi ha fatto compagnia in treno questo fine settimana...

Ma andiamo con ordine.

Mi sono resa conto che ho lasciato in sospeso le riflessioni su alcuni libri che ho letto di recente ma sui quali non ho scritto nulla. E vorrei rimediare.

Si tratta di.
Alla ricerca delle coccole perdute di Giulio Cesare Giacobbe
L'uomo delle nuvole di Mathias Malzieu
La sovrana lettrice di Alan Bennet
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson

Ve li consiglio, perché, per motivi diversi mi sono piaciuti.
Sono leggeri e regalano sorrisi, come il primo gelato della stagione!
Per cui, se siete alla ricerca di letture ristoratrici dopo la sudata per il cambio armadio, fatevi una doccia e coccolatevi in poltrona tra le loro pagine.


lunedì 28 maggio 2018

Il viaggio

È stato un periodo davvero grigio, un lungo, lunghissimo inverno nebbioso, come solo la pianura può dare.
Un letargo al quale non mi ero preparata, durante il quale ho sofferto freddo e fame. Di quella fame di affetti e calore che ti sveglia la notte con i crampi e gli incubi.
Ma... (perché c'è sempre un ma)
Mi sto risvegliando.
Sento il tepore.
E mi accorgo che godo nel vedere la luce filtrare polverosa dalle finestre lasciate, troppo a lungo, chiuse.
Sento la fame, sì.
Ma è un appetito, un'acquolina crescente, come davanti al cibo preferito.
Sento il torpore del corpo che riprende a muoversi.
Ogni muscolo.
Soprattutto quelli del sorriso.

Non so quanto ci vorrà ancora prima che mi sia svegliata del tutto, forse, ancora un po' starò sotto le coperte. Mi darò...altri cinque minuti...
Ma la sveglia è suonata, e io l'ho sentita.

E il consiglio di oggi, più che una lettura è un esperimento.

Leggete una guida, scegliete una destinazione, riempitevi occhi di suggestioni con foto, video, documentari e le orecchie e la bocca di racconti, poesie sulla meta.
Pianificate il viaggio.
Poi buttate via tutto.
Andate in stazione, comprate un biglietto, non importa per dove, purché parta presto.
Recatevi al binario, senza indugiare.

Prendete il bus sotto casa, un lungo circuito fino al capolinea e ritorno.

Togliete la polvere dalla bici ferma in cantina, gonfiate le ruote e inforcatela. Pedalate. Sulla pista, sulla strada, lungo l'argine finché avete gambe.

Abbandonate le ciabatte, indossate scarpe comode e andate, andate.

Quale che sia la scelta, guardatevi intorno, guardatevi dentro.
E il viaggio sarà già cominciato.