lunedì 28 maggio 2018

Il viaggio

È stato un periodo davvero grigio, un lungo, lunghissimo inverno nebbioso, come solo la pianura può dare.
Un letargo al quale non mi ero preparata, durante il quale ho sofferto freddo e fame. Di quella fame di affetti e calore che ti sveglia la notte con i crampi e gli incubi.
Ma... (perché c'è sempre un ma)
Mi sto risvegliando.
Sento il tepore.
E mi accorgo che godo nel vedere la luce filtrare polverosa dalle finestre lasciate, troppo a lungo, chiuse.
Sento la fame, sì.
Ma è un appetito, un'acquolina crescente, come davanti al cibo preferito.
Sento il torpore del corpo che riprende a muoversi.
Ogni muscolo.
Soprattutto quelli del sorriso.

Non so quanto ci vorrà ancora prima che mi sia svegliata del tutto, forse, ancora un po' starò sotto le coperte. Mi darò...altri cinque minuti...
Ma la sveglia è suonata, e io l'ho sentita.

E il consiglio di oggi, più che una lettura è un esperimento.

Leggete una guida, scegliete una destinazione, riempitevi occhi di suggestioni con foto, video, documentari e le orecchie e la bocca di racconti, poesie sulla meta.
Pianificate il viaggio.
Poi buttate via tutto.
Andate in stazione, comprate un biglietto, non importa per dove, purché parta presto.
Recatevi al binario, senza indugiare.

Prendete il bus sotto casa, un lungo circuito fino al capolinea e ritorno.

Togliete la polvere dalla bici ferma in cantina, gonfiate le ruote e inforcatela. Pedalate. Sulla pista, sulla strada, lungo l'argine finché avete gambe.

Abbandonate le ciabatte, indossate scarpe comode e andate, andate.

Quale che sia la scelta, guardatevi intorno, guardatevi dentro.
E il viaggio sarà già cominciato.

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