giovedì 6 dicembre 2018

Un libro scritto da qualcuno più giovane di me; perché non sempre l'età da saggezza, ma il tempo che passa, quello sì, credo aiuti

Alla fine, anche dicembre è arrivato.
Con le giornate brevi, con collane di led colorati che riempiono le gocce di nebbia, sospese tra gli alberi sempre più nudi.
Con le sciarpe e i berretti, i piedi freddi, e il coraggio di abbandonare il letto al mattino.
Con la playlist di spotify che ti dice quali siano stati i tuoi brani preferiti del 2018, è arrivato.
Il momento dei bilanci.

La consapevolezza delle cose che sono passate, di nuovi capelli bianchi, di rughe sul viso come cicatrici delle battaglie, quelle vinte, quelle perse. Ma, soprattutto, quelle dalle quali hai  imparato qualcosa.
Imparato sì, ma cosa?
A quale prezzo?

La lista delle letture che cresce e lascia indietro, sempre, qualcosa. Come del resto fa, sempre, la vita.
Va avanti, nonostante i punti lasciati in sospeso, le scadenze mancate, le promesse non mantenute.
Va avanti, grazie a nuove sfide, a piccoli eventi quotidiani, a speranze e sogni nei quali siamo disposti a credere.

è questa la ricetta della vita
disse mia madre
tenendomi in braccio mentre piangevo:
pensa agli alberi che pianti ogni anno,
t'insegneranno che anche le persone
devono appassire.

Rupi Kaur, il sole e i suoi fiori