mercoledì 8 agosto 2018

La poesia...ai tempi dei social

Stamattina mi sono svegliata presto.
I rumori e i profumi conosciuti provenienti dalla cucina dei miei erano imperdibili, irrinunciabili. Valeva la pena, lasciare il torpore del letto per godere del caffè della mamma, del brontolio del papà, pure del primo, ennesimo, telegiornale. Varrà sempre la pena.
È una strana, bellissima coccola. Anche se poi, dopo dieci minuti, ti fa venir voglia di scappare.
Di rifugiarti nel tuo nuovo, piccolo e luminoso non luogo, che stringi tra le mani, che è ormai il tuo nuovo nido.
Che nato come mezzo, a volte è un fine. Spesso la fine. Delle tue giornate, di un'amicizia, di un amore.
Va così, ai tempi dei social.

Non sempre, a volte, con le dita tra parole e immagini vuote, come sfiorassi l'acqua di uno stagno, vedi un luccichio, un asfittico pesce.

Stamattina è stata questa poesia di Simone Carta.

Per chi
non hai mai aspettato la notte
per uscire allo scop­erto
per chi ha sempre vi­nto le battaglie
perché non hai mai sposato una guerra
per chi non crede nel silenzio
come una via di salv­ezza
e corre scalzo
perché la terra è un tappeto elastico
su cui fare salti da gigante
per chi ci mette un po'
a prendere confidenza con la propria bra­vura

per chi aspetta la domenica
e maledice il lunedì
per chi fa le lavatr­ici per tutta la fam­iglia
cucina con la musica alta
per chi prende a car­ezze la sfiga
e guarda i fuochi sp­egnersi
nella fluorescenza della brace
per chi ha una casa piccola
ma sempre piena di amici
per chi conosce il linguaggio delle pian­te
e si confida con gli animali

per chi aspetta che piova
per lavare la macchi­na
per chi non accende mai la tele
ma legge i libri
per chi stende i pan­ni dentro casa
e si sdraia ad asgiu­carsi le lacrime al sole
per chi chiede una parola di conforto
e non se ne vergogna
per chi parla sempre poco
e dice tutto
per chi si lega i ca­pelli
e mai i polsi
per chi viaggia con i finestrini abbassa­ti
nella corsia di dest­ra
per chi aspetta l'am­ore
anche quando è in ri­tardo di qualche anno

per chi va a dormire
ma ha sempre voglia di svegliarsi
e se c'è una coda
aspetta sempre col sorriso sulla faccia
per chi scrive sul proprio corpo
le citazioni delle poesie
per chi vuole andare avanti
anche se significa fare un passo indietro
per chi cancella un errore
solo per rifarne un altro
per chi chiama alle 3 di notte
e può sempre contare su di una risposta
per chi risponde sem­pre
anche a chi chiama alle 3 di notte

per chi ha voglia di perdere
per far vincere i ba­mbini a nascondino
per chi si sente fuo­ri luogo
solo perché dentro ci stanno tutti
e i posti sono finiti
per chi si sente in ordine
con i capelli spettinati
per chi vuole perder­si
e percorrere un'altra strada.

Per chiunque legga tutto questo
ma capisce
che sto parlando
soltanto
di te.

mercoledì 1 agosto 2018

Eleanor Oliphant sta benissimo. #un libro di un autore mai letto fin'ora

Di solito non amo le parole abusate.
Le evito e con loro i loro prodotti.
Resilienza è una di queste.
Romanzo di resilienza uguale romanzo scartato.
Di solito, pensavo così.

Di solito seguivo un sentiero tracciato; stessi biscotti per la colazione, stesso giornale, stessa strada per andare a lavoro. Ogni giorno. Tutti i giorni.

Di solito...non badavo a molte cose.
Credendole superflue, superficiali.

Di solito mostravo un sorriso, anche quando avrei voluto piangere.

E se me lo aveste chiesto, vi avrei detto che stavo bene, anzi benissimo.

Poi
All'improvviso, ho scoperto che forse il "tutto" che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca.
E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo.

Come Eleanor, la protagonista di questo romanzo d'esordio della scrittrice scozzese Gail Honeyman.

Di solito non leggo libri in classifica.
Ma, a volte, vale la pena, cambiare!