sabato 20 gennaio 2018

Gennaio, ovvero la lista dei buoni propositi

Ogni anno sempre la stessa storia.
Guardi a gennaio come la boa da raggiungere: poche bracciate, pensi, e potrai stilare la nuova lista dei buoni propositi.
Ancora un po' e raggiungi la barca che m' aspetta già a vele spiegate. Ripeti.

Sticazzi se hai abbandonato quelle degli anni precedenti al primo tentativo; se alcune giacciono ingiallite tra le pagine di un libro che non hai mai finito o sono sul fondo del cassetto a godere il profumo stantio di quelle saponette terribili che una zia t'aveva regalato.
No, no! Quest'anno sarà diverso. E tu nuoti, lo stile lascia un po' a desiderare, ma che te ne frega; continui e prendi fiato tra un pandoro farcito e un invito per cena. Stavolta ce la faccio! E via, le braccia sono stanche, il fiato è corto, ma la boa è proprio lì.

E poi ti trovi sdraiata scomposta sulla spiaggia divano di casa. Rinvieni, sbarri gli occhi, sputi il mare che hai dentro, gonfi i polmoni e guardi fissa davanti a te.
Dov'è Mitch Buchannon? Nessun muscoloso bagnino. Niente.
Sei annegata in pigiama, asciutta.

Realizzi.

Accanto a te eccola lì la lista.
La barca che avrebbe dovuto salvarti e invece ha naufragato, è evidente.
Non hai la coda, puoi parlare, ma tanto non c'è nessun principe Erick a soccorrerti.

Sei sola ed è domenica sera. Fa freddo...

Esiste forse qualcuno che ancora si chiede perché il giorno più triste dell'anno sia un lunedì di gennaio?
Coincidenze? Io non credo.

Ma sopravvivi. Superi il bluemonday e pure il tuesday, wednesday...happydays?!
Niente. Pure Fonzie ti ha bidonata.

Torni a casa, la guardi.
L'avevo lasciata lì o si è sposata...
La guardi ancora, facendo finta di niente, se resto immobile non mi può vedere e trattieni il fiato mente ti rifugi in bagno.

E piangi. Seduta sul cesso.
Chiedendoti perché non parta la colonna sonora, la scena non sfumi... No. Tu sembri solo una che piange sul cesso. Consapevole che domani sarà sì un altro giorno, ma di merda.
Ora sfuma l'immagine. Fortuna che le sigarette le hai comprate lo stesso, nonostante lei.

Bradipi sul letto, controlli la sveglia, prendi il libro, leggi, sbadigli, spegni la luce.
Cos'è questo rumore? Una goccia? Il traffico? il cane dei vicini? un ronzio?
Accendi la luce, silenzio. Controlli la sveglia, prendi il libro, leggi, sbadigli, spegni la luce.
Tic tac. Di nuovo. L'ho spento il gas, la porta l'ho chiusa?
Accendi la luce, controlli la sveglia, prendi il libro, leggi, sbadigli, spegni la luce.
E ripeti la serie.
Se avessi la stessa costanza sarei molto più tonica, invece sono flaccida, ho la cellulite, e i peli e le vene varicose e poi fumo e non ho fiato e morirò.
Accendi la luce, controlli la sveglia, prendi il libro...
E cazzo, sei in ritardo, di nuovo.

Rovesci il caffè, ti agganci la calza, sai che dovrai correre ma la guardi lo stesso.
Stasera stiamo insieme, prometti.

E arrivi a oggi.
Metà mese è passato.
Abbondante.
Ma il tempo per lei, non l'hai ancora trovato.
La scelta.
Puoi rinunciare, di nuovo, se vuoi. Prendere il foglio, eventualmente farne un delizioso origami da ficcare in un libro a caso, o farne una pallina e tentare il canestro da tre punti, puoi anche solo lasciare che si formi uno stancil di polvere sul tavolino.
Oppure.
Alzarti dal divano e affrontarla.
Ridimensionarla, magari.
Rileggerla, almeno.
Che poi, imparare a suonare il piano o comprare casa posso sempre riscriverli, no?

Eccolo, quel ronzio, eccolo quel ticchettio notturno che non mi fanno dormire...
Respiri, chiudi gli occhi, sei di nuovo in mare, vedi la boa. Nuoti.
Ronzio. Ticchettio.
Ti fermi galleggi e tendi l'orecchio.
Ticchettio. Ronzio.
Non è l'acqua, radio no, gabbiani no, barche no, bambini no. Aspetta.
Sono voci.
Una borbotta e una si lamenta.
Respiri.
Le senti più forte, sono vicine.
Sono dentro di te.

Capisci.
Respiri.

Apri gli occhi ti ascolti.
Hai deciso.

Prendermi più cura di me stessa. ✔

sabato 6 gennaio 2018

L'arminuta #un libro premiato #un libro ambientato in un posto in cui non sono mai stata

Regalare un libro è una scommessa rischiosa, ma può dare grandi ricompense.
Chi mi ha regalato questo libro ha vinto e ha fatto vincere anche me: una scrittura perfetta, nella sua essenzialità.

L'Arminuta è un romanzo di Donatella Di Pietrantonio, pubblicato lo scorso anno e  premiato con il Campiello.

La trama è semplice, nuova e nota allo stesso tempo per chi, come me, ha sempre prestato orecchio alle storie delle persone, a quelle che le famiglie bisbigliano quando i bambini non ci sono, che viaggiano di bocca in bocca nei vicoli dei vicinati polverosi.
Una famiglia con troppe bocche da sfamare cede a una facoltosa parente senza prole una figlia affinché la cresca come propria.
La vita scorre tranquilla, fino a quando, senza preavviso come ogni tragedia, tutto cambia, irrimediabilmente. Quello che si credeva vero è una menzogna, si sgretola e niente sarà più come prima.

Ho gustato questo romanzo, come si fa col vassoio dei dolci a Natale, da cima a fondo.
Una lettura intensa e pura, che il linguaggio usato, una mescolanza di italiano e abruzzese, rende viva come se sentita da una porta socchiusa.
I luoghi, quest'Abruzzo appena abbozzato, sono sconosciuti e noti insieme, perché sanno di casa, sono i soli credibili per accogliere questa storia di miseria ancestrale e voglia di riscatto.