Regalare un libro è una scommessa rischiosa, ma può dare grandi ricompense.
Chi mi ha regalato questo libro ha vinto e ha fatto vincere anche me: una scrittura perfetta, nella sua essenzialità.
L'Arminuta è un romanzo di Donatella Di Pietrantonio, pubblicato lo scorso anno e premiato con il Campiello.
La trama è semplice, nuova e nota allo stesso tempo per chi, come me, ha sempre prestato orecchio alle storie delle persone, a quelle che le famiglie bisbigliano quando i bambini non ci sono, che viaggiano di bocca in bocca nei vicoli dei vicinati polverosi.
Una famiglia con troppe bocche da sfamare cede a una facoltosa parente senza prole una figlia affinché la cresca come propria.
La vita scorre tranquilla, fino a quando, senza preavviso come ogni tragedia, tutto cambia, irrimediabilmente. Quello che si credeva vero è una menzogna, si sgretola e niente sarà più come prima.
Ho gustato questo romanzo, come si fa col vassoio dei dolci a Natale, da cima a fondo.
Una lettura intensa e pura, che il linguaggio usato, una mescolanza di italiano e abruzzese, rende viva come se sentita da una porta socchiusa.
I luoghi, quest'Abruzzo appena abbozzato, sono sconosciuti e noti insieme, perché sanno di casa, sono i soli credibili per accogliere questa storia di miseria ancestrale e voglia di riscatto.
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