Ci sono libri che consideriamo imprescindibili e altri del tutto trascurabili.
Spesso tale classificazione si basa sul genere. Chi, come me ha studiato letteratura, poi, è irrimediabilmente condizionato da preconcetti basati sul canone: ci sono libri e Libri, insomma.
Spesso tale classificazione si basa sul genere. Chi, come me ha studiato letteratura, poi, è irrimediabilmente condizionato da preconcetti basati sul canone: ci sono libri e Libri, insomma.
Il genere è un'etichetta, una parola che usiamo per semplificare e, come tutte le semplificazioni, rischia di farci perdere qualcosa.
Io, ad esempio, ho rischiato di perdere La Profezia dell'Armadillo di Zerocalcare.
Un fumetto, sì.
Un fumetto, sì.
Per molti questo genere è considerato letteratura minore; qualcosa da leggere sotto l'ombrellone. Declassati. Condannati senza appello a restare fuori dalla biblioteca Librichesidevonoleggerealmenounavoltanellavita!
La Profezia dell'Armadillo invece ha guadagnato un posto d'onore nella mia biblioteca perché in maniera semplice (concetto diverso da semplificazione) parla di noi trentenni, dei nostri mostri alimentati da paranoie, degli amici immaginari che condividono i nostri pensieri, dei maestri che non abbiamo; insomma, del nostro diventare grandi con la precarietà che divora la leggerezza della gioventù.
C'è tutto un mondo dentro, il nostro.
C'è tutto un mondo dentro, il nostro.
E questa "letteratura minore" resta fuori dalle aule, e forse è per questo che nemmeno i ragazzi vogliono più starci dentro.
I fumetti non trovano spazio nelle antologie, così piene di personaggi imprescindibili da dover trascurare le persone.
I fumetti non trovano spazio nelle antologie, così piene di personaggi imprescindibili da dover trascurare le persone.
Sarà perché non voglio più rischiare di perdere qualcosa a causa di un'etichetta che di letteratura non parlo da una cattedra ma da un blog?
Nessun commento:
Posta un commento