sabato 13 maggio 2017

# un libro diventato un film

Ve lo dico subito, adoro Michela Murgia!
Lo dichiaro subito perché so quanto il suo nome ultimamente sia sulla bocca dei lettori e non per tesserne le lodi. E Vabbè.

Sono arrivata a questo suo romanzo, il primo, a ritroso, dopo aver letto tutto il resto.
Nonostante la penna acerba, non mi ha delusa. Anzi.
Si tratta di una lettura leggera, i post di un blog scritto mentre lavorava in un callcenter, anni fa.
Ironico e intelligente, decisamente migliore del film che ne è stato tratto.
Avendo lavorato io stessa in un call center che fissa appuntamenti per venditori di chissàqualediavoleria, l'ho trovato molto vero.
Vera è l'essenza che racchiude: la precarietà spacciata per opportunità.
Un veleno che da anni ci inoculano, al quale spero, non ci abitueremo mai.
Stipendi in dose terapeutica, quanto basta a non dover chiedere, a trent'anni, la paghetta a mamma e papà.
Di certo insufficiente a guarire la fame di autonomia.

Avrei potuto scegliere la categoria # un libro che avrei dovuto leggere a scuola, e non solo io. Tutta la mia generazione, avrebbe dovuto, perché se l'avessimo saputo, avremmo potuto scegliere diversamente.
Se davvero il mondo, quello dei padri, l'avesse saputo, forse non l' avrebbe permesso.

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