Insieme alla cancelleria, sono il ricordo più bello dei giorni di scuola.
Ricordo il piacere che provavo sfogliando le pagine, quando mi imbattevo in un brano che mi piaceva, lo leggevo avidamente, più e più volte, tanto da impararlo a memoria.
Erano, insieme ai brani proposti da "Selezione del Reader Digest" le sole letture di cui mi sono nutrita nei miei primi anni da lettrice.
Non che a casa mia mancassero i libri, anzi, ma credo la mia natura curiosa preferisse l'opportunità di cambiamenti repentini di scenari e personaggi.
Fino a quando trovai un libro che avesse questa caratteristica, questa capacità di offrirmi tante finestre dentro le quali sbirciare, tante vite da scoprire, sto parlando di Cent'anni di solitudine.
Da allora, dopo aver tenuto tra le mani quel libro, così denso, corposo e leggero insieme, niente è stato più come prima!
Quando ho scelto le categorie per la mia Reading Challenge ho deciso che avrei inserito un libro di racconti, perché ero curiosa di tornare a quella vecchia abitudine.
Ma quale titolo scegliere?
Nessun problema, è stato lui a scegliere me. Come sempre.
Certo, la possibilità di ricevere una coperta in omaggio, potrebbe aver influenzato la scelta...
Ma questa è un'altra storia!
La Grammatica di Dio, di Stefano Benni, storie di solitudine e allegria.
Perfetto per chi vive su un'altalena impazzita, in perenne alternanza tra queste due condizioni.
Tra gli dèi che gli uomini inventarono, il più generoso è quello che unendo molte solitudini ne fa un giorno di allegria.
Callistrato
Venticinque racconti, uno per ogni ora del giorno, più uno.
Ogni ora un incontro, una vita da scoprire, da ascoltare nel frastuono del mondo, da scorgere nel caos che ci circonda.
Innocenti e colpevoli, giovani e vecchi, buoni e cattivi siamo tutti su una giostra che gira vorticosa, come lancette di un enorme orologio, sfiorandoci a volte, incontrandoci, fino all'incontro definitivo, quello con la morte.
Ventiquattro ore, più una: quella della speranza.
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