venerdì 2 agosto 2019

Marmaglia. Il lato oscuro di una cartolina estiva

Repliche in tv, voglia di gelato, labbra salate, tormentone latino: l'estate comincia, così, da sempre. Per tutti.

Ma per i cagliaritani della mia età, l'estate cominciava ufficialmente con il primo live del suo gruppo: salivano sul palco, lui cantava, tu ballavi tutta la notte e questo bastava a dimenticare l'anno trascorso.
Bocciature all'ultimo esame, amori finiti, delusioni, tutti i problemi, per una sera venivano spazzati via, li purgavi sudando sotto al palco. Poco ma sicuro.
Bastava poco, a vent'anni.
Sì, ma cosa succede dopo? Quando le certezze della gioventù iniziano a vacillare, quando ti accorgi che i sogni,
si possono trasformare in incubi come scherzi finiti male?

Un racconto onirico, a tratti delirante che corre sulle strade di Cagliari.
Una città lontanissima dalle cartoline dei turisti, dove protagonista è la periferia con i suoi personaggi grotteschi, crudeli come la vita che ti porta via la giovinezza.
Un noir, sì forse. Ma non solo.
Perché tra le pagine, come in una danza, la risata prende sotto braccio il dolore, lo spinge e l'allontana, ma si tengono stretti mentre amore e odio danno il tempo con le mani e vita e morte continuano a saltare fino a perdere il fiato.

Sapeva cantare Lele, e sicuramente sa scrivere Emanuele Pittoni.

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